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Manuel Stefanolo

CINEMA
Direttore di produzione del film Fratello e padre di Roberto Quagliano (2005). In lavorazione.
Regia del cortometraggio Ancora Strada prodotto da Wodan Prod. e Ad. Movie, in collaborazione con Regione Abruzzo (2002/2003). In concorso ai festival di Genova, Latina, Taranto, Bolzano.
Direttore di produzione del film L’Alba di Luca di Roberto Quagliano con Franco Mescolini, e Claudio Misculin. Musiche originali dei Nomadi (2001). Un film RAI CINEMA. In onda su RAI UNO 

TELEVISIONE
 
Direttore di produzione e aiuto regista per la trasmissione televisiva “Noi Siamo”.Una produzione RAI (2003-2004) – 4 puntate in onda su RAI TRE.

Direttore di produzione per la serie televisiva “In Crociera”.Una produzione R.T.I. – MEDIASET (2000) - 24 puntate in onda sulla rete:MEDIASET RETE 4.

Aiuto regista, per l’home video “Le favole del Grande Zurloff”. Una produzione RAI ERI.

Aiuto regista, organizzatore di produzione, per la trasmissione televisiva “Ospedale in diretta” Una produzione R.T.I. - MEDIASET (1998) - 8 puntate in onda sulla rete:MEDIASET ITALIA 1. 

DOCUMENTARI

Regia e montaggio del documentario “Romeo in Artico” (2003) Una produzione del Consiglio Nazionale della Ricerca in onda su RAI EDU 2 (all’interno della trasmissione “Explora-La Tv Delle Scienze” di Luciano Onder Aldo Bruno e Marco Salvatore).

Regia, riprese e montaggio del documentario “Andrea Doria e il mistero della Stockholm” (2001): l’affondamento della motonave Andrea Doria raccontato da alcuni protagonisti. Proiettato a Imperia, Genova, Padova. In onda sulla rete locale genovese: TeleCittà.

Regia e montaggio dei documentari “Romeo in Antartide” (2001). Una produzione del Consiglio Nazionale della Ricerca.

Regia, soggetto, riprese e montaggio del documentario “Hamburg, Amburgo” vincitore al Festival Europeo “Cinema Corto in Bra” (2000). Proiettato in concorsi e rassegne a Genova, Siena, Alessandria e Firenze. 

Organizzatore e curatore della rassegna di cinematografia documentaria “FILMARE”, prodotto dal Comune di Imperia. Prime edizioni nel settembre 2001, 2002 e 2003. 2005 in preparazione.


Rispondere alla domanda “che cosa significa per te fare cinema?” è difficile e in qualche modo perturbante, unheimlich. È difficile perché ancora mi sento lontano dall’avere un’idea precisa di questa forma di arte/spettacolo/industria, mi sento lontano da una coscienza cinematografica che invece sarebbe necessario avere perché, come scrive Tarkovskij, “il lavoro concreto nel campo del cinema può rivelarsi un’impresa infruttuosa e disperata se non si comprenderà esattamente e senza equivoci in che cosa consiste la specificità interiore di quest’arte”. Alla domanda “che cosa significa per te fare cinema?” vorrei poter rispondere come Antonioni: «vivere». Per me invece il cinema è incertezza, è dubbio, è paura di aver sbagliato strada. Rispondere a questa domanda significa quindi rileggere la propria vita, ricordare le proprie scelte passate (ecco il carattere perturbante!). Rispondere significa rimettersi totalmente in gioco, e non sempre si è pronti a tanto. Forse, al di là del proprio coinvolgimento, il cinema è semplicemente un modo - tra i tanti - per mostrare i problemi del mondo di oggi. È un modo - tra i tanti - per essere utile agli altri raccontandogli storie inutili.